I trend social dominano la scena del mercato. Un incendio, un audio in trend, anche se è l’urlo di un’anziana signora, non importa, è in trend e fa ridere. Gli account manager stanno dietro agli smartphone come una redazione di giornale la notte degli Oscar, ma non una sola volta all’anno.
E tu per stare dietro al trend segui corsi, tutorial, ti aggiorni 12 volte all’anno così le tue prestazioni sono a 1000, ma non il tuo brand. Il tuo brand è rimasto indietro perché hai tenuto più all’algoritmo che al tuo castello ( brand are castles, content is the king).
Lo senti a pelle.
Non è che vada male, anzi: il tuo business cresce, hai nuovi e nuove clienti, proposte più solide, magari sei diventata una persona più selettiva (e va benissimo così).
Ma quando guardi la tua immagine, qualcosa non quadra.
Il sito è vecchio. Il logo non ti parla più. Le parole su Instagram non sembrano tue.
E la domanda arriva, secca:
“Questo brand… mi rappresenta ancora?”
Se te lo chiedi, è probabile di no.
L’identità visiva e verbale è come una seconda pelle. E le pelli, si sa, si cambiano
Quando hai lanciato il tuo progetto, hai scelto un’immagine che ti rappresentava in quel momento.
Poi sei cresciuta. Hai affinato visione, clienti, tono, offerte.
Ma l’immagine è rimasta lì. Bella, magari. Ma vecchia te.
E il punto è questo:
Il brand non è qualcosa che “si fa” una volta sola.
È un organismo vivo.
Cambia con te, cresce con te, sbaglia con te.
E se non lo accompagni, comincia a rallentarti.
Quando la forma non segue più la sostanza, il rischio è diventare irriconoscibili (o peggio: confusi)
Se comunichi come “quella persona che eri prima” ma vendi come “quella che sei diventata”, i messaggi si incrociano.
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Attiri clienti fuori target
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Ti senti fuori luogo nei tuoi stessi contenuti
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Fai fatica a farti riconoscere per il valore reale che porti
È come parlare con una voce non tua.
E a lungo andare, questa dissonanza si sente — per te e per chi ti ascolta.
Come rientrare dentro il tuo brand (senza buttare via tutto)?
Non serve ricominciare da zero.
Serve ritrovare il filo. Riallineare. Farsi le domande giuste.
Ecco qualche passo semplice per ricucire identità e visione:
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Riascolta la tua voce
Scrivi un post, una bio o anche solo una caption senza filtri. Leggilo ad alta voce. Ti suona “vera”? -
Fai un piccolo audit visivo
Sito, feed, presentazioni: cosa ti fa pensare “questa non sono più io”? -
Chiedi uno sguardo esterno (ma empatico)
Non serve il giudizio, serve uno specchio onesto.
Il tuo brand dovrebbe riflettere chi sei oggi, non chi eri ieri
E non è un capriccio estetico.
È questione di coerenza. Di credibilità. Di energia.
Perché comunicare con un’immagine che non ti rappresenta più… è come indossare un vestito elegante in cui non riesci a respirare.
Ecco alcuni Casi Studio da NON Imitare:
Yahoo
Evoluzione del brand: Da semplice directory e motore di ricerca, Yahoo ha cercato nel tempo di trasformarsi in un ecosistema digitale completo: news, finanza, email, servizi cloud, streaming.
Problema di immagine: Il logo e la comunicazione sono rimasti fermi a un’estetica anni ’90/primi 2000 per molto tempo. Nonostante vari tentativi di restyling, l’identità visiva non ha mai espresso un’evoluzione coerente o innovativa, lasciando l’idea di un brand “vecchio”.
Conseguenza: Gli utenti hanno percepito Yahoo come obsoleto, anche quando offriva prodotti aggiornati o nuovi servizi.
MySpace
Evoluzione del brand: Dopo essere stato il primo vero social network globale, MySpace ha provato a riposizionarsi come piattaforma musicale per artisti emergenti e ascoltatori alternativi.
Problema di immagine: Il design, la UX e la comunicazione non sono stati all’altezza dei competitor moderni, e il nome stesso “MySpace” è rimasto legato al concetto di social media datato.
Conseguenza: Nonostante il tentativo di evoluzione, la percezione del pubblico non è cambiata, e il rilancio non ha avuto successo.
Kodak
Evoluzione del brand: Kodak ha tentato una transizione verso il digitale e anche verso servizi B2B nel settore imaging e stampa professionale.
Problema di immagine: Il brand è rimasto associato alla fotografia analogica e nostalgica, senza aggiornare coerentemente la propria immagine visiva e narrativa per riflettere le sue nuove direzioni.
Conseguenza: Il mercato ha continuato a percepire Kodak come un “marchio del passato”, nonostante le nuove soluzioni tecnologiche.
Hai voglia di tornare a sentirti a casa dentro il tuo brand? Io posso aiutarti a riscrivere, riallineare, ritrovare.
Partiamo da te. Sempre da lì.